Wednesday, December 27, 2006

Palladium

C'è 'sto articolo
www.apogeonline.com/webzine/2002/07/02/01/200207020102

In pratica dice che stanno studiando il modo per "blindare" i PC, inserendo direttamente nell' hardware delle compatibilità con i vari programmi, in modo che sia quantomeno molto difficile far girare programmi che non siano (alla fine della fiera) microsoft & c.

Elenco uno zibaldone di pendieri miei:

- Forme di "blindature" della conoscenza sono molto diffuse, vuoi per oggettiva crescente specializzazione della stessa, vuoi per le "ricadute" economiche che sempre più la scienza implica
- Il pubblico (me compreso) è generalmente molto sensibile ai monopoli o tentativi di controllo dell'informatica (meglio dire: dei mezzi di comunicazione informatici) e meno (IMHO) ad altre forme di "controllo" del sapere, come ad. esempio le biotecnologie (genericamente annesse alla grande famiglia d ei "veleni nel piatto")
- Questo credo sia dovuto a vari fattori, ivi compreso il fatto che il PC in ogni casa ha creato una sorta di "consumo di massa" (ed in gran parte apparente) dell'informatica. Di rimbalzo mi sembra che ci sia anche una fin troppo facile equivalenza data assodata: PCinognicasa=informatica=scienza=modernità=progresso
- Ricordo un mio ex dirigente che di fronte ad ogni problema rispondeva che "Tic-tic-tic-tic.... mettiamo tutto nel computer ed il gioco è fatto". Provai a ricordargli una delle massime d ei programmatori (una delle pochissime cose che ho capito... pure banale) "GIGO" cioè "Garbage in - garbage out" ("se entra monnezza uscirà monnezza"), ma il suo entusiasmo era incontenibile e contagioso.
- Se l' "esposizione mediatica" (...tu' vuo' fa' l'americano...) di Bill Gates è enorme, molto minore lo è quella di Monsanto, Novartis, Pioneer ed altri colossi della chimica e delle bio-tecnologie
- La notorietà di Vandana Shiva credo sia minore di quella di Linux
- A fronte di questo (da me supposto) rccesso di enfasi a riguardo dell'informatica (buona o cattiva che eessa sia), ci sono sviluppi e ricerche in altri campi scientifici e tecnologici che arrivano a noi grande pubblico solo come scoop momentaneo ed effettistico, ma che provengono da investimenti e risultati in campi diversi dall’ informatica (o, meglio, informatica E tecnologie relative alla trasmissione ed elaborazione delle informazioni) ed almeno pari (se non superiori) a quelli della Microsoft, Intel e compagnia bella.
Il maggior numero di connessioni ad internet si contano negli USA. E’ altrettanto noto che fra gli studenti liceali più ignoranti ci sono gli studenti USA (a ruota gli italiani). I migliori pare siano gli indiani.
Senza nulla levare ad informatica & C. , forse bisognerebbe tener presente che il "progresso" non è trainato da essa, ma da un insieme di fattori e conoscenze. L’integrazione ed il "lavoro di squadra" fra queste e l’informatica mi sembrano affermarsi come forza trainante della conoscenza.
- Insisto provocatoriamente: l’Asia ci riempie di PC, telefonini, I-Pod etc. a basso prezzo per potersi dedicare (come si dedica) in santa pace a ingegneria genetica, ingegneria biologica, matematica pura, astrofisica, scienze dei materiali, etc. mentre noi stiamo qui a credere di risolvere tutto con un PC su ogni banco di scuola ed a crederci "moderni" perché diciamo HD invece di disco fisso.
Forse una uguale attenzione alla "blindatura" del sapere dovremmo averla non solo (certo, anche) a quando ci blindano il PC, ma anche di fronte ad altri fenomeni
L’idea di progresso ed i relativi prezzi da pagare, sono argomento difficile. Idem per scienza=progresso. Personalmente tendo a diffidare (n’ata vota) della scienza che si presenta come cattedrale di cristallo (bella questa… ma l’ho inventata io o l’ho letto da qualche parte…?), tutta linda e pinta, priva di influenze esterne, chiara nei metodi e fini.

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