Monday, November 20, 2006

alla ricerca del virus

A me il telegiornale mi fa venì l'ulcera. La Gabanelli non ne parliamo poi: le "good news" che chiudono "Report" mi sembrano sempre più una grattata furiosa al fondo del barattolo. A tutto aggiungiamo che il dubbio sistematico che mi accompagna mi porta a diffidare delle notizie, tanto da sospettare che la situazione sia pure peggiore. Faccio uno sforzo per mantenere desta quel po' di ragione che ci ho. Quando ho visto lo stronzetto (mi si consenta) che picchiava il ragazzo down mi hanno sommerso immagini di simmetriche punizioni, lavori forzati, varie tipologie di gogne, ed altre commoventi baluardi ad un andare allegramente a rotoli del mondo intero. Ieri sera cercavamo di tirare le somme con il mio amico S. che è poi quello che ci lavora pure con gli handicappati (ad euro 850 il mese, ma lui è quello lì che dice che a lui il lavoro gli piace lo stesso). Il chianti a 13° ci ha fatto focalizzare la domanda: quale è (se c'è) la novità? In fin dei conti prima i down li chiudevano in manicomio o istituzioni analoghe e non c'erano video e internet e li menavano nell'intimità. La Stultifera Navis, la nave dei folli, il riconoscimento della devianza come malattia da curare mediante asportazione chirurgica è 'na cosa vecchiotta. Il soccombere del debole pure. Il bullismo a scuola ce lo ricordiamo pure io ed il mio amico. Che c'è di nuovo sotto il sole? Napoli mo' è agli onori della cronaca per l'ordine pubblico. Casanova nelle sue memorie parla dei furti di fazoletti che subì a Napoli (oddio, anche della micro-criminalità giovanile a Bologna, ma è un'altra storia... Chiarisco che è il mio amico che si sta' a leggere le memorie di Casanova, 4000 e rotte pagine, non io). Io Napoli penso e icordo che sia un casino da almeno il terremoto dell' '80. E' l'informazione che crea il fatto? O c'è stato un "illo tempore", un tempo mitico, in cui non c'erano stronzetti? Ravanando nella roba che ci ho in capa (pure un poco a frappè, sempre causa chianti) ci ho trovato fogli sparsi ed appunti disordinati su un tema che, sotto sotto, mi interessa da anni e non ha ancora (se mai l'avrà) una risposta. Vabbuo'... continuo disordinatamente, chè tanto a chi vuoi che freghi. Il primo testo che parla di "non capisco più i giovani d'oggi" è una tavoletta babilonese a caratteri cuneiformi, qualche migliaio di annetti a.C. Con questo mi ammonisco. Però io tengo 'na brutta sensazione lo stesso: che mo' non ci sono più anti-virus. Cioè: lo stronzetto è pervasivo e convincente. 'Na volta su un sito c'era, a mo' di dichiarazione di intenzioni, 'na bella frase che diceva che chi non ne capiva di informatica sarebbe stato sottoposto alla "selezione naturale", che avrebbe spazzato via i "deboli". A me 'sta cosa mi fece girare parecchio perchè mi pareva impossibile che, ancora una volta, si ammantava di rispettabilità scientifica 'na versioncina da pessimo libro di testo di scuola media (ce ne sono tanti) della teoria dell'evoluzione per arrivare a dare oggettività a cose che discuterei un po' più approfonditamente. 'Na cosa del genere fece il dottor Down. Quello, il dottor Down, lo avevano messo a selezionare gli emigranti che arrivavano nei giovani USA ed ebbe la pensata di approfittare dell'occasione per farsi 'na bella teoria che sintetizzava così (cito a memoria, ma non credo di dimenticare 'ste cose): "ho rivolto per qualche tempo i miei studi alla redazionene di una classificazione dei soggetti di poca intelligenza, basata su standard etnici, in parole povere, inserendoli all'interno di un sistema naturale". Cioè: noi bianchi, per natura, siamo al vertice della piramide "etnica", quindi chi è di "intelligenza debole" rapprenta una "discesa" rovinosa nella "scala" dell'evoluzione umana. Così 'o dottore individuò un "idiotismo di tipo etiope", un'altro "malese" etc. e poi (unico termine sopravvisuto) il tipo "mongoloide". La teoria era 'na strunzata (mi si consenta) memorabile, ma pare che pochi se ne sono accorti. Con qualche variazione periferica, il buon Adolf si fece la pensata che, siccome era chiaro e scentifico che i forti vincono (il Tyrannosaurus Rex era 'na sola peggio di Primo Carnera), allora ci facciamo un bell'allevamento di ariani belli e biondi con l'operazione Lebensborne (fonte dell Amore... wow) e leviamo da mezzo un poco di bocche inutili che oltretutto non sono manco belli e biondi (piano T4.. il T4 era un modulo... indolore, inodore... un modulo ed alcune decine di migliaia di tedeschi "inutili" uccisi). Mo' gli ariani ce li teniamo in tv: belli, alti, due tette così. Sono i migliori. E si sa: solo i migliori meritano. Gli altri diciamocelo, li teniamo lì ma proprio proprio perchè siamo buoni, tolleranti e sennò poi magari esce l'anima bella che ci rompe le scatole. Tutto scientifico. E' tutto ovvio, scientificamente ovvio e pervasivo. Non c'è alternativa. Altre posibilità di convivenza umana ci facciamo due predicozzi e tanto basti: la famiglia, quant'è bella la famiglia. Lì ci dovrebbe essere 'na forma di convivenza e mutuo aiuto basato su altre regole, dovrebbe. Al massimo ci riesce a prendere 'na boccata d'aria prima di tornare alla pugna (boccaccia mia...). Conosco certi tizi che vivono la famiglia come una SPA. Dove è l'antivirus? Dove è un modo di guardare alle cose diversamente? Certo: il sito x, l'associazione y, il papa che dice qualche cosa un po' verde (vabbè... è pastore di anime... poi magari domani dice 'nata cosa e tutto torna in equilibrio), il libro e la rivista scientifica che fanno le cassandre... segmenti minoritari di informazione, pure nu poco divertenti.
Io parlo tanto e troppo. Ma però c'era una tipa che me lo diceva lei a me: "ma perchè nessuno racconta niente?". Perchè è considerata 'na cosa inutile, 'na perdita di tempo riservata a pensionati e maestre d'asilo. E poi: solo i migliori raccontatori possono raccontare, magari balle.
Giuro che per 1 mese non bevo... o almeno dopo non mi metto a scrivere.

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