Thursday, September 14, 2006

Customer Relationship Management: il caso Alfio Cecconi; antropologia, efficienza, efficacia, più qualche altra cosa che capirò scrivendone

C'è un uomo che si reincarnerà in un autobus. Lo chiameremo Alfio Cecconi. Non è il suo vero nome, ma rende. Potrebbe sembrare un autista, ma non lo è. Meglio: conduce effettivamente autobus principalmente nella tratta Vernio-Vaiano-Prato, ma senza una reale intenzione o attenzione. La sua attenzione e la sua intenzione sono principalmente orientate ad intessere, rafforzare, arricchire le relazioni umane fra i passeggeri e fra lui stesso ed i passeggeri. Rileggendo quel che ho appena scritto temo di non avergli reso giustizia. Forse è meglio qualche dettaglio illuminante.
Alfio è uno dei pochi autisti la cui preoccupazione sembra essere quella di arrivare in anticipo alla fermata, probabilmente per rendersi riconoscibile fin da questo. Ma il popolo non ne soffre, anzi: la generale fretta che tanti antidepressivi/tranquillanti comporta, ne trae giovamento. E poi c’è il valore aggiunto, lo stile... Ieri Alfio (in anticipo come sempre) notava una ragazza che guarda allarmata il bus, sbirciando dalla finestra. Alfio non ha esitazioni: ferma l'autobus (rigorosamente fuori fermata), apre il finestrino ed urla "O che l'hai da prendere il busse?". La ragazza annuisce incerta da dietro al vetro. Alfio: "Oh vai che ti si aspetta...!". Dopo un po' la ragazza zompa sull'autobus trafelata. "Ma Alfio... hun tu sei passato un po' in anticipo?...". Alfio: "Ti si aspettava al varco, bambolina....".
Mattina ore 7.00. Bus stracarico di studenti ed operai infreddoliti che sonnecchiano in piedi nella luce bluastra e musica da discoteca a tutto volume. Alfio arringa al microfono: "Ragazzi... anche a me mi stanno sui (censura) i controllori... ma porca (censura) se hun vu' avete il biglietto eh ditemelo (censura), dite - Alfio, hun ce l'ho i' biglietto - ve lo do' io (censura) i' biglietto, che vu' me lo pagate dopo... Che poi dicano che sono gli estracosi (trad.: extracomunitari)... I' controllore di ieri hun gli ha vorsuto (trad.: voluto) credermi... Ma poi i' cche la mi fa' davvero girare i (censura) gli è n'artra cosa; o cche vi serve i' posacenere de i' busse? Ma (censura) i' che vu' ciavete i' busse a casa? A chi mi ha fregato i' posacenere da i' busse gli dico: - Te tu c'hai 15-16 anni... Sai a i' cche tu devi pensare? Alla (censura)!!!! Mica a fregare i posiceneri da i' busse!-... Vabbè ora Mario (n.d.r.: il figlio di Alfio, passeggero fisso a quell'ora, sempre impegnato nel vano tentativo di passare inosservato) stai un po' a sentire che senno' la prendi n'altro votaccio all'inglese (censura)...". La musica cessa ed una voce metallica e garrula inizia a declamare dagli altoparlanti: "Lesson number one: english for fun...." etc.
Passeggero: “Alfio, porc(censura), piove e hun cio’ l’ombrello (censura)”Alfio: “Guarda c’è qui codesto ombrello che gli hanno dimenticato ieri… Prendilo chè tanto te tu stasera rimonti in macchina (macchina: confidenziale; sta per autobusse n.d.r.) e tu me lo ridai”In 20 minuti Alfio ha reso patrimonio condiviso n. 3 ombrelli.
Passeggera cinese: “Buongiolno Alfio… io poltato te sale”Alfio: “Oh brava…! Maremma se gli è bono il tu’ sale… Oh! Poi ti porto le arance… Appena vedo il tipo delle arance me le fo’ dare…”Vanno avanti a parlare di sale ed arance per tutto il percorso. Misteriose rimangono le particolarità del sale cinese e delle arance oggetto di scambio.
Non sono note proteste degli utenti per il servizio offerto da Alfio né provvedimenti disciplinari/penali a suo carico.

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